PROGRAMMA: riqualificazione piazza dei Martiri (BL)
TIPOLOGIA: concorso
PROGETTO: alberto bottene, fabian testor, christophe banderier, giulia melloni, maddalena vedana
CANC:
L’attuale configurazione della piazza evidenzia una frammentazione dello spazio pubblico: la successione di strade, corsie per gli autobus, aree di carico/scarico ma, soprattutto, il giardino progettato da Alpago Novello, sottraggono spazio al vuoto che dovrebbe caratterizzare la piazza. La proposta progettuale parte da un segno forte, deciso: la rimozione di parte del giardino esistente, riportando la piazza ad una configurazione simile al PRG del 1905.
BOOM!
Il giardino alla francese, progettato dall’architetto Alpago Novello e completato negli anni ‘30 del secolo scorso, impone alla piazza uno sviluppo longitudinale, accentuato dalla presenza dello storico Listòn che divide la piazza. La rinterpretazione delle forme trapezioidali dell’Alpago Novello e la riproduzione delle stesse nell’area della piazza vuole muovere la regolarità del giardino e, allo stesso tempo, “rompere” questa longitudinalità. Benchè la presenza del Listòn rimanga come segno indiscusso nel piano urbanistico, la distribuzione casuale delle forme trapezioidali ne smorza l’importanza e crea nuovi assi visuali e di percorrenza.
SU/GIU’
Alle forme piatte del giardino alla francese, il progetto contrappone dei solidi generati dall’estrusione delle forme trapezoidali distribuite all’interno della piazza. Questa semplice estrusione, unita a delle trasformazioni applicate ai volumi ottenuti, permette una gerarchizzazione dello spazio pubblico: un volume più alto chiude la visuale sul traffico, un altro, più basso, diventa seduta, creando un piccolo ambiente più raccolto, ove è possibile leggere il giornale, chiacchierare.
Mobilità
Al centro del progetto è stato messo l’uomo, primo fruitore dello spazio della piazza, a cui, attualmente, viene lasciato poco spazio. Il traffico veicolare rimane marginale alla piazza, lambendola sul lato ad ovest, dove sono presenti 25 parcheggi (di cui due sono dedicati ai disabili) e delle zone di sosta per biciclette e moto. Gli autobus, unici mezzi a cui è permessa la circolazione attraverso la piazza, avranno una zona di sosta dedicata a lato del teatro.
Gli spazi
Un grande palco polifunzionale, affacciato sia sul giardino che sulla piazza verso il teatro, è il fulcro del progetto: qui si svolgeranno i principali eventi della città tra i quali il mercato settimanale. Un palco più piccolo, situato di fronte al salotto buono della città, dà spazio agli eventi minori.
I diversi trapezi all’interno della piazza creano ambiti più o meno raccolti grazie a sedute o differenze di altezza che chiudono od aprono scorci sulla città.
Il monumento ai Martiri, rappresenta un’eccezione al ritmo dettato dall’ illuminazione presente lungo il Liston: quattro colonne, realizzate in acciaio corten, si piegano verso il basso, a ricordo dei quattro partigiani caduti.
I materiali
La scelta dei materiali è legata alla loro presenza nell’attuale piazza. Il porfido è il materiale principale del progetto: si è scelto di mantenerlo su tutta la piazza per contenere i costi di realizzazione. La pietra piasentina mette in evidenzia il progetto dell’ Alpago Novello, enfatizzando l’asse del liston, incorniciando il giardino esistente, segnado a terra il limite del giardino
ora rimosso.
Per marcare l’importanza di alcuni edifici affacciati sulla piazza, il progetto prevede dei tappeti in calcestruzzo. Lo stesso calcestruzzo segna a terra il passaggio dell’acqua: le risine raccolgono l’acqua piovana e la smaltiscono.
I punti luce sono costituiti da due lame di acciaio corten.
Edicole
Masse compatte
La volumetria di base delle edicole è strettamente legata al carattere formale dei trapezi che caratterizzano in maniera forte la planimetria generale.
Le edicole sono elementi riconoscibili nella piazza come dei landmark, grazie alle loro masse compatte e multisfaccettate. La loro pianta trapezoidale, permette di potervi girare attorno come ad un elemento scultoreo “a tutto tondo”.
Apertura a cassetto
La caratteristica massa viene spezzata dall’elemento dinamico della porta che inusualmente scorre verso l’esterno come un cassetto differenziando la conformazione dell’edicola chiusa e dell’edicola aperta. La carretteristica parete a cassetto permette, nei momenti di apertura, di creare frontalmente al bancone una zona riparata da pioggia e sole.
La struttura in calcestruzzo racchiude l’edicola in una C che è su tre lati chiusa da vetrine trasparenti che uniscono alla normale funzione anche quella di chiusure verticali.
Materiali
Le edicole presentano principalmente tre materiali diversi: il calcestruzzo, l’acciaio corten e il vetro.
Il calcestruzzo, materiale già usato negli elementi di paesaggio, viene qui ripreso per le edicole: non solo per l’elegante proprietà estetica ma anche per le qualità plastiche nella modellazione volumi tridimensionali.
L’acciaio e il vetro delle librerie non hanno solo funzione estetica ma anche strutturale e funzionale. Le librerie ai lati assorbono i carichi della copertura. La texture delle riviste diventa elemento decorativo per la facciata delle edicole.
La forma base è la semplice edicola mentre nella zona dei bus la stessa diventa pensilina per l’attesa dell’autobus. L’edicola semplice viena abbinata ad un semplice portabici composto da una piastra di calcestruzzo sagomata.
Viene previsto un sistema di riscaldamento con un fan coil, che non necessità di impianti per la produzione di calore, poichè alimentato dalla corrente elettrica.
Dehors
Giardino d’inverno
Sulla base in calcestruzzo bianco si appoggia la struttura in acciaio e vetro che funge da “veranda” per i due caffè storici della città.
La piastra in calcestruzzo crea un piano continuo che dal porticato si protrare nella piazza, ripiegando su sè stessa e diventando v. Questo consente al personale ed ai clienti dei bar Manin e Deon di poter circolare comodamente dal bar alla zona veranda esterna in assenza di barriere.
La struttura leggera e trasparente permette di leggere chiaramente le volumetrie di base che si armonizzano con il resto della piazza.
La stessa struttura trasparente si apre su 3 lati per pemettere una corretta ventilazione, naturale climatizzazione e adeguata ombreggiatura dal sole che nei mesi estivi insiste sulla piazza, essendo questa rivolta a sud. Nelle stagioni fredde la veranda si trasforma in “giardino d’inverno” permettendo, con adeguata climatizzazione, di usufruire anche di quello spazio della piazza che attualmente rimane inutilizzato nei mesi invernali.
Materiali
Struttura portante in acciaio corten a cui si agganciano soletta e infissi.
Gli infissi dei serramenti vengono risolti a scomparsa nelle due solette di calcestruzzo. Le porte ruotano a coppie creando una zona filtro lungo le pareti corte dei due dehors e differenziando la disposizione degli arredamenti in estate e in inverno.
La parete frontale, rivolta verso la piazza è apribile facendo scorrere i serramenti veso i due lati.
Sia la copertura che i pavimenti saranno provvisti di isolamento e climatizzazione per la regolazione del clima interno.
La stessa stuttura in acciaio e vetro può diventare, in forma semplificata, una struttura removibile temporanea per il mercato giornaliero, i mercatini di natale, la sagra dei fisciòt, ecc.







