PROGRAMMA: museo nel futuro parco fluviale-archeologico
TIPOLOGIA: concorso
PROGETTO: alberto bottene, fabian testor, giulio mari
la genesi progettuale
Un’incisione in un terreno ricco di storia, un taglio che si inserisce tra le due vasche di raccolte dell’acqua, nel tentativo di smorzarne la presenza così invasiva all’interno di un’area naturale ricchissima. Il suolo, una volta tagliato, viene sollevato per nascondere parzialmente le due cisterne e per fare spazio al museo.
Sopra, una superficie erbosa si proietta verso il fiume, la piana di Prusciumini e i sottostanti scavi archeologici mimetizzandosi all’interno del paesaggio della bassa valle del Flumendosa.
Al di sotto trova spazio il museo archeologico, al centro del quale è stato posto il foyer, a doppia altezza: attorno a questa grande sala si snodano tutti i percorsi, sia interni che esterni. Il vero e proprio spazio espositivo si sviluppa all’interno della cisterna posta a monte, partendo dall’entrata per poi portare i visitatori al piano sottostante, dove si trovano il bar e il bookshop. Sempre su questo livello, situati all’interno dell’altra cisterna, si trovano la sala conferenze i servizi e i locali tecnici.
In posizione più defilata e tranquilla, anche se ugualmente collegati con gli spazi espositivi, ci sono gli uffici dedicati agli studiosi e gli spazi per il trattamento dei reperti, a cui si può accedere anche da una piccola strada di servizio carrabile.
i percorsi
Il museo è posto al centro di una serie di collegamenti che vogliono ricucire le relazioni col tessuto urbano: a scala territoriale, legandosi al fiume e ai percorsi che corrono lungo il suo argine, rimodellato in funzione della creazione di una zona umida; a scala del progetto, gestendo una serie di percorsi da e per gli scavi archeologici. Non meno importante è il collegamento agli assi viari esistenti: grazie ad un parcheggio situato a nord della strada provinciale è possibile accedere facilmente al museo. Un sottopassaggio fa poi superare ai visitatori la strada provinciale continuando con un percorso in leggera salita fino a raggiungere il museo.
l’acqua
Il rapporto privilegiato con il Flumendosa diviene opportunità per una miglior gestione del sistema idraulico, garantendo allo stesso tempo un aumento della biodiversità dell’ambiente e proponendosi come ulteriore attrattiva per i fruitori della zona. Le zone umide aumentano infatti la qualità sia della vegetazione ripariale, e quindi dell’alveo del fiume, sia dell’acqua che viene naturalmente fitodepurata. Grazie al rimodellamento dell’argine del fiume, costruendo un sistema di bacini di espansione che possano accogliere acqua fluviale in caso di piena o di alta portata, viene aumentantata così la protezione dall’inondazione. In seguito al trattamento l’acqua pulita viene pompata in dei bacini di deposito, posti alla quota dell’argine, che, oltre a garantire l’irrigazione della piana di Prusciumini, diventano episodi che scandiscono il percorso ciclo-pedonale in quota.
Anche la strada provinciale di accesso a Porto Corallo diventa opportunità per la definizione di un progetto che migliori la qualità del paesaggio circostante. Una serie di movimenti del terreno permettono una corretta gestione dell’acqua di drenaggio della stessa strada e del nuovo parcheggio ad essa collegato, cercando quindi di favorire la crescita spontanea di vegetazione in alcune zone del progetto. In questo modo si raggiunge l’obiettivo di rendere riconoscibile l’accesso al museo dalla strada e di proteggere e preservare allo stesso tempo l’area degli scavi archeologici.
i materiali
La scelta dei materiali è stata dettata sia dalla volontà di nascondere il progetto, rendendolo armonioso con il contesto circostante grazie alla copertura verde, sia sottolineare la sua presenza come segno connettore di diversi percorsi, grazie al calcestruzzo bianco e la facciata rivestita di lameria metallica forata. I fori di diverse dimensioni, che creano una texture variabile sul prospetto principale, fungono anche da brise-soleil, schermando parzialmente la facciata.







