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PROGRAMMA: parco crematorio e cimitero. Prato
TIPOLOGIA: concorso
PROGETTO: alberto bottene, alessandra stella, matteo stella, umberto trivellin, massimo morellato, studio frinzi, daniele romare

1_ METAPROGETTO

 

Uno degli aspetti più stimolanti del bando era sicuramente la richiesta di creare uno spazio sacro non strettamente legato ai riti e alla religione cattolico-cristiana. Da tale peculiarità doveva nascere, a nostro avviso, un riproposizione dello spazio cimiteriale fondata sui simboli arcaici e capace di far scaturire la spiritualità presente in ogni essere umano e come tale al di sopra di precisi credo religiosi.

Pertanto si è scelto di costruire il Parco Cimiteriale come un percorso emotivo dove elementi paesaggistici ed architettonici accompagnino il dolente, ne sottolineino gli stati d’animo e invitino a ritornare alla vita.

L’ingresso al Parco è segnato da un grande portale che, architettonicamente, fa da contrappunto alla torre posta sull’angolo opposto e conclude il massiccio muro di cinta esistente. Questo elemento si propone di dare monumentalità l’ingresso e di incutere un sentimento di rispetto verso il visitatore.

Il Parco Cimiteriale inizia, a ridosso del portale, con una zona di fitta vegetazione arborea sempreverde che fa da contrappunto all’edificio ospitante i loculi e gli

ossari (appartenenti agli stralci successivi al primo) caratterizzato da superfici bianche e in pietra serena. La massa scura degli alberi scherma la vista verso lo spazio aperto e il Tempio Crematorio costringendo ad un breve percorso in penombra: il dolente passa così dal buio alla luce uscendo sui prati posti di seguito.

La monumentalità di questo primo tratto è accentuata dal grande porticato, ospitante i nuovi loculi e ossari, che è stato addossato all’edifico esistente con lo scopo di risolvere architettonicamente questo retro. La facciata lungo il percorso d’ingresso è caratterizzata dalle alte pareti di loculi trattate, attraverso un intervento artistico,come una superficie disponibile per creare un grande bassorilievo. Qui l’opera d’arte può accompagnare il dolente evocando e raccontando per immagini come avveniva nelle cattedrali medioevali. Al contempo è stata utilizzata per ripensare e ridisegnare la superficie delle lapidi.

L’immagine proposta prende spunto dalla simbologia dell’albero protettore che nell’immagine diviene metafora della vita: nascita, crescita, fioritura e fruttificazione, morte.Tale simbologia ritorna nella zona alberata dove trovano posto le stele che segnano la sepoltura in terra delle ceneri.

Il successivo spazio aperto è caratterizzato dalle ondulazioni del terreno che sale in prossimità del muro di cinta. Questi movimenti hanno un duplice scopo: 1)creare, in prossimità del Tempio crematorio un paesaggio che infonde calma; 2) schermare l’alto muro di cinta e la strada di scorrimento, infatti, da questo rilievo losguardo passa sopra la testa del muro e spazia sulla campagna posta a nord senza scorgere la strada posta al di sotto. Al contempo il muro non è percepito comebarriera da chi passeggia all’interno.

Su queste ondulazioni, in un’area protetta dagli alberi, si trova il luogo dello spargimento delle ceneri posto simbolicamente a conclusione dell’asse del vecchio cimitero.Oltrepassato il prato, il terreno scende leggermente verso l’incavo che accoglie il crematorio.

Il Tempio Crematorio è caratterizzato dal tema del muro (simbolo del passaggio e del confine). I dolenti vi giungono dal Parco con un percorso in leggera discesa: il momento del distacco dal defunto è sottolineato dall’affossarsi del terreno e dal grande portale che si apre sul muro di fondo e che immette nel Tempio.Oltrepassato il vano coperto per lo scarico dei feretri, si accede alla sala centrale su cui affacciano la sala dei riti, le salette del commiatto e il crematorio. L’accesso al vano antistante i forni avviene, per motivi di sicurezza, da una singola porta. I familiari possono accompagnare il feretro fino alla bocca del forno e seguirne l’immissione; questo vano è separato dalla sala centrale da un muro in calcestruzzo traforato che lascia filtrare la luce garantendo la privacy.

La caffetteria è stata defilata per evitare che rumori e odori non graditi possano diffondersi nei luoghi dei riti funebri. Lo spazio del bar-ristorante affaccia sul parco pubblico con una vetrata.

La zona di attesa è invece posta in prossimità della sala della consegna delle ceneri e si apre verso il Parco. A conclusione di questo percorso vi è il rito della consegna delle ceneri per il quale di è pensato un luogo a contatto diretto con l’acqua in quanto simbolo di vita e di rinascita ma anche elemento capace di infondere serenità e calma.

La cappella delle ceneri si apre verso il bacino d’acqua e il paesaggio e da qui si esce direttamente all’eterno; un camminamento in leggera salita porta, costeggiando l’acqua, al luogo della dispersione o della deposizione delle ceneri.

Le funzioni di servizio al crematorio, i percorsi delle merci e del personale si attestano su un piazzale posto sul retro e servito dalla rotatoria di via F.lli Cervi. Da qui i accede anche agli ufficiamministrativi.

2_I MATERIALI

2.1_ I materiali dell’architettura e la struttura

Due aspetti hanno condizionato le scelte strutturali ed edilizie:

1) l’elevata potenza termica sprigionata dai forni;

2) le ridotte disponibilità economiche.

In merito al punto 1), la grande quantità di calore disponibile ha fatto sì che fosse più sostenibile massimizzarne il recupero per la climatizzazione agendo sull’efficienza degli impianti, piuttosto che investire sull’efficienza energetica dell’involucro edilizio. Pertanto le stratigrafie degli elementi costruttivi mirano soltanto arispettare i requisiti minimi di legge.

Il secondo aspetto, ha spinto a far ricorso alla prefabbricazione adottando una struttura a travi e pilastri in c.a. Prefabbricati e pannelli in cemento a taglio termico. Le finiture interne sono state eseguite facendo ricorso a controsoffitti e contropareti sia per il passaggio degli impianti che per esigenze estetiche.

Per creare uno spazio più accogliente, l’involucro interno della sala dei riti ha assunto forme curve ed è stato rivestito con listelli di legno. I grandi muri verso il Parco e quello interno tra il crematorio gli spazi aperti al pubblico, sono invece previsti in opera con getto in c.a facci-a-vista facendo uso di matrici in gomma, film ritardanti e graniglie di marmo per disegnare il muro e la sua texture.

Il muro si dissolve nel volume traforato della sala di consegna delle ceneri dove le pareti in vetro lasciano

entrare la luce e il paesaggio filtrati dal guscio esterno composto da listelli di pietra serena sovrapposti.

Il medesimo linguaggio viene adottato per l’edificio che ospita i primi 200 loculi e 1000 ossari: il muro del crematorio in calcestruzzo prosegue infatti all’esterno e su di esso si ancorano questi volumi. Le celle dei loculi/ossari sono realizzate con elementi prefabbricati in acciaio inseriti in un guscio in calcestruzzo faccia-avista gettato con sagome di gomma per riproporre la texture del volume di pietra della sala della consegna delle ceneri. In questa prima fase si è scelto di realizzare la quantità richiesta dal bando lungo il perimetro est aiacente al Parco pubblico, ciò al fine di dare completezza al cimitero esistente e alla zona del Crematorio.

2.2_ Il verde e le essenze arboree

L’area interessata dall’ampliamento del cimitero di Chiesanuova è situata in zona limitrofa alla città su un terreno pianeggiante con scarso interesse vegetazionale coltivate per lo più a orti, frutteti e viti. A nord si estende una zona agricola di discrete dimensioni che penetra nell’edificato. Nelle adiacenze dell’area di progetto si nota una limitata presenza di associazioni vegetali spontanee costituite da latifoglie decidue e specie arbustive della fascia mediterranea in particolare, da evidenziare, la presenza di superfici di ulivi e alberi da frutto innestate su macchie di specie autoctone in stato di semi abbandono (pioppi, querce, fichi, bambu’ ecc).

La parte vegetale interna all’area cimiteriale esistente è rappresentata, nella quasi totalità, da esemplari di notevole pregio storico di Cipressus semprevirens e Pinus pinea, evidenti segnali dello storico paesaggistico delle aree cimiteriali di gran parte del centro Italia.Dal punto di vista idrografico, pur in assenza di declivi accentuati, vi sono scorrimenti ed infiltrazioni di acqua meteorica e di affioramenti a monte provenienti da nord che possono alimentare un piccolo bacino idrico.Nella definizione dei criteri progettuali si sono adottati approcci diversificati in relazione alle esigenze funzionali e paesaggistiche delle tre aree verdi d’intervento secondo il seguente schema:

1) il parcheggio esterno: ombreggiamento stalli, schermatura percorso pedonale, inserimento paesaggistico del muro di cinta cimiteriale;

2) il Parco Cimiteriale Nord: alternanza di spazi aperti e chiusi, utilizzo di essenze proprie della tradizione cimiteriale integrate con semine e cespugli che introducano una nota di colore delicata;

3) la zona esterna al perimetro del cimitero da riconvertire, in un prossimo futuro, ad area di mitigazione e di barriera verde attorno alla cinta cimiteriale: conservazione della vegetazione esistente con interventi di pulizia e integrazione limitata, inserimento paesaggistico del muro di recinzione dell’antico cimitero.

Infine, le scelte tecniche, ma anche simboliche che hanno portato alla scelta delle specie utilizzate e proposte seguono sia le indicazioni che sono contenute nel Regolamento del verde del Comune di Prato oltre a quelle proprie della botanica funeraria tradizionale.In merito alla manutenzione, le proposte progettuali per il verde presentano esigenze limitate in quanto si tratta di specie arboree frugali e autoctone con ridotte esigenze di irrigazione e, nella parte del parco, non decidue. Le potature sono limitate alle siepi poste all’ingresso del Parco a schermatura della zone per il deposito rifiuti.

1.Area esterna del parcheggio

Nei parcheggi si prevede un intervento di copertura con piante di Acer Pseudoplatoides che garantiscono un adeguato ombreggiamento e offrono una colorazione rosso scuro che si compenetra con la presenza di esemplari di Cupressus sempervirens che seguono il perimetro esterno del muro di cinta dando ritmo al lungo fronte edificato. Il percorso pedonale è delimitato e scrmato dal parcheggio con siepi di specie miste (Photina Red Robin, Ligustrum ovalifolium, Berberis ottawensis). A lato dell’ingresso, lungo la strada di circonvallazione una siepe di sempreverde (Eleagnus) scherma i cassonetti per i rifiuti cimiteriali.

2.Area Parco Cimiteriale Nord

Rappresenta, dal punto di vista paesaggistico, l’intervento più consistente e rilevante. Il leitmotiv su cui si sviluppa la proposta è il continuo passaggio da spazi chiusi a spazi aperti, da ambienti ombrosi a prati soleggiati per concludersi con la discesa verso l’ambiente chiuso del Tempio crematorio. All’ingresso un ‘bosco’ di essenze di piante non caducifolie e rappresentate da Pinus pinea, Cupressus sempervirens, Quercus ilex e Taxus baccata accoglie il visitatore e delimita la zona delle stele a terra dove sono sepolte le ceneri. Sul lato opposto il muro bianco degli ossarini, rotto da alcune piante di cipresso accompagna il percorso. Da questo luogo in penombra si passa ad un paesaggio verde decisamente aperto, con un leggero rialzo del terreno a nord lungo il muro di cinta. Salendovi si può ammirare il paesaggio della campagna stando su un piccolo poggio protetto. Da qui si accede all’area di dispersione delle ceneri: per questo luogo si è scelta una miscela di sementi che consenta un prato verde particolarmente curato; fanno da corona alcune piante classiche della tradizione cimiteriale ed essenze arbustive che colorano il declivio sottostante. Tali siepi consentono al dolente una discreta riservatezza rispetto ai visitatori che sono sul percorso principale.

Il lato sud del parco ha come centro il bacino d’acqua. Il terreno scende leggermente e sul lato verso il cimitero esistente sono posizionate una serie di essenze che fungono da barriera visiva avvolgendo il visitatore che giunge all’edificio del tempio crematorio.

Le miscele di sementi per le zone a prato saranno selezionate al fine di:

– ridurre al minimo l’esigenza di acqua nei periodi secchi;

– ridurre al minimo gli sfalci;

– creare colorazioni diverse dei tappeti erbosi seguendo le fasce sinuose del pendio.

Il passaggio tra il parco cimiteriale e il vecchio cimitero è segnato da un esemplare isolato di Pinus pinea.

E’ stato previsto un limitato sistema di irrigazione per mantenere le parti più sensibile alla siccità o le aree di maggior pregio.

3.Area verde di mitigazione esterna

Queste superfici sono posizionate fuori dalle attuali mura del cimitero e sono quasi totalmente coltivate e coperte da piante molto varie.

L’elemento più significativo riguarda la presenza di molti ulivi insieme a piante da frutto, in particolare fichi, che in alcune parti sono piantati molto vicini tra loro con la necessita di un intervento di pulizia e di selezione di specie e diradamento e contenimento di quelle infestanti come il bambù.

Quest’area nel totale è sicuramente la più vasta, con circa 8500 mq, ma presenta una serie di problematiche: la forte vicinanza alla strada di scorrimento, la presenza dell’alto muro di cinta del cimitero, la presenza di annessi agricoli e superfici cementate.

Si è pertanto optato, in considerazione del ridotto importo stanziato dal bando per tale superficie, di proporre un intervento di pulizia e selezione delle specie arborei esistenti meritevoli di conservazione ricavando delle zone a prato alternate a macchie di alberi da frutto e ulivi.

A fianco all’opera di pulizia si propone un modesto intervento di piantumazione presso l’antico ingresso del Cimitero creando un piede verde al muro del cimitero.

Si è infatti ritenuto, piuttosto che creare uno schermo verde impenetrabile, di consentire la vista del muro di cinta valorizzando e integrandolo in una superficie verde, ciò permette anche la percezione dei manufatti presenti all’interno

3_PROGETTO ENERGETICO

3.1_ Sostenibilità e progetto energetico

La proposta progettuale persegue il criterio dello sviluppo sostenibile adottando una serie di soluzioni:

a) Strutture murarie in parte di tipo prefabbricato (per contenere i costi di realizzazione) saranno caratterizzate da buoni valori di trasmittanza termica, di trasmittanza termica periodica e quindi della capacità di attenuazione del flusso termico che attraversa la struttura esaminata e di sfasamento nell’arco delle 24 ore.

b) Strutture trasparenti con bassi valori di trasmittanza, buona tenuta all’aria e dotati di vetri basso emissivi per esposizioni a nord e selettivi a est, sud e ovest. Le strutture trasparenti saranno inserite in un contesto architettonico che permette nel periodo estivo di sfruttare coni d’ombra e saranno dotati di schermature esterne per ridurre gli effetti dell’insoleggiamento.

c) Il funzionamento dei forni crematori richiede elevate potenze termiche e conseguentemente elevati consumi di combustibili fossili (metano) per assicurare una corretta cremazione (alte temperature) peraltro le temperature dei fumi devono essere considerevolmente abbattute per nonabbattimento della temperatura dei fumi comporta l’utilizzo di una caldaia a recupero che permette, in aggiunta a scambiatori di calore, di ottenere acqua calda (90°C÷70°C). L’acqua calda così ottenuta alimenta:

– impianti di riscaldamento nel periodo invernale (pannelli radianti, radiatori, mobiletti termoventilanti)

– unità trattamento aria (aria di rinnovo)

– produzione di acqua calda sanitaria ACS (sia d’inverno che d’estate) per usi connessi al ciclo del forno crematorio e delle attività collaterali, utilizzi nel bar, utilizzi nei servizi igienici

– impianti di raffrescamento nel periodo estivo attraverso l’utilizzo di un gruppo refrigeratore d’acqua ad assorbimento a bromuro di litio (tale macchinario alimentato con acqua calda produce acqua refrigerata)

Il funzionamento intermittente dei forni necessita di accumulare il calore durante i cicli di funzionamento in appositi accumuli coibentati per regolarizzare nel tempo la disponibilità di calore per gli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda sanitaria (soprattutto nei periodi di inattività dei forni e nei fine settimana).

Il calore recuperato è in grado di assicurare su base annua, il fabbisogno di energia primaria necessario per la climatizzazione degli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Per le emergenze e per la riattivazione degli impianti dopo periodi di inattività della struttura, è previsto l’utilizzo di una caldaia ad elevato rendimento funzionante a gas metano collegata ai collettori caldi alimentati dai forni.

Nonostante l’energica azione di recupero di calore sopra descritta, esiste la necessità di smaltire il calore residuo, modesto nei periodi di funzionamento degli impianti di climatizzazione, più sensibile nelle mezze stagioni.

Lo smaltimento del calore potrà avvenire mediante un sistema che assicuri l’assorbimento di calore dall’acqua di una fontana e provochi una parziale evaporazione dell’acqua stessa (fontana evaporativa) cedendo in tal modo il calore in eccesso. Con tale soluzione si otterrà:

– l’utilizzo della fontana, oltre che per fini architettonici decorativi, anche per fini funzionali

– la parziale e/o totale eliminazione di sistemi di raffreddamento funzionanti con ventilatori elettrici che comportano difficoltà di mascheratura dei macchinari stessi nel contesto del “Tempio crematorio” e soprattutto un inquinamento acustico per i dolenti e per i fruitori della struttura cimiteriale.

La fontana assolverà pertanto: funzione di smaltimento del calore residuo, connesso al raffreddamento dei fumi, prima dei sistemi di filtrazione, funzioni estetiche, funzioni di mascheratura e mitigazione acustica degli impianti presenti nel Tempio crematorio.

Si vede pertanto che il fabbisogno di energia per la climatizzazione degli ambienti e per l’acqua calda sanitaria viene soddisfatto dal calore da smaltire per il regolare funzionamento dell’impianto crematorio.

d) Consumi elettrici generati per:

  • · funzionamento del Tempio crematorio con le annesse attività uffici, bar, etc
  • · illuminazione delle aree esterne nel parco cimiteriale: illuminazione dei percorsi, illuminazione con lampade votive dei loculi e degli ossarini
  • · illuminazione dei parcheggi connessi all’utilizzo del parco cimiteriale e del Tempio crematorio

hanno una rilevanza non trascurabile e nella logica del raggiungimento degli obiettivi progettuali legati alla sostenibilità comportano

  • · utilizzo di apparecchiature equipaggiate di inverter per il ciclo crematorio
  • · utilizzo di lampade a tecnologia led ad elevatissima durata e bassissimi consumi sia per l’illuminazione dei locali sia delle aree esterne
  • · utilizzo di energie rinnovabili costituite da un impianto fotovoltaico da installarsi sul tetto del Tempio crematorio e inserito nel contesto architettonico in modo tale da non evidenziarne la presenza (mascheratura sui tetti). L’energia elettrica che sarà prodotta mediante l’impianto fotovoltaico (in relazione alla potenza installabile condizionata dalle limitate disponibilità economiche previste dal bando di gara) non è ancora del tutto sufficiente a saturare i nascenti consumi del nuovo intervento. Si è pertanto valutato, come richiesto nel bando, non solo l’energia elettrica connessa ai nuovi consumi ma di contestualizzarla con i consumi complessivi ossia quelli nuovi e quelli attuali. I consumi attuali legati a lampade votive, illuminazione esterna e altri, sono particolarmente significativi e su tutti spiccano quelli legati alle lampade votive. Si è pertanto previsto, a livello progettuale, una azione di riqualificazione e riduzione dei consumi elettrici attuali modificando le sorgenti luminose attuali con apposite lampade a led adelevatissima durata e a bassissimo consumo, intervenendo parzialmente sui sistemi di alimentazione senza peraltro alterare l’attuale sistema di distribuzione e alimentazione delle lampade votive.

I risparmi sono significativi e tali da compensare la quota residua dei consumi elettrici connessi al nuovo intervento non del tutto compensati dell’energia elettrica prodotta dal nuovo impianto fotovoltaico da 32kWp ed inoltre abbattere gli attuali consumi elettrici di circa il 20%.

Pertanto, riassumendo, i nascenti consumi invernali ed estivi legati alla climatizzazione dei locali e alla produzione di acqua calda sanitaria per usi igienici, sono sostanzialmente compensati dall’energia connessa al recupero di calore abbinato ai forni crematori mentre i nascenti consumi elettrici della nuova struttura sono compensati con:

  • · utilizzo di inverter nell’impianto
  • · utilizzo di sorgenti luminose a led
  • · installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto del Tempio crematorio
  • · riqualificazione dell’impianto delle lampade votive esistente con adozione di lampade led e adeguamento dei sistemi di alimentazione ottenendo complessivamente oltre ad un sostanziale azzeramento dei consumi nascenti, anche la riduzione degli attuali consumi elettrici di circa il 20%.Altre tecnologie di produzione di energia elettrica connessa all’utilizzo del calore proveniente dai forni crematori non è praticabile in relazione a:

– elevata intermittenza dei cicli dei forni crematori

– basso numero di ore di funzionamento dei forni e conseguentemente dei recuperi finalizzati al ciclo per la produzione di energia elettrica

– elevati costi di investimento dei macchinari connessi alla produzione di energia elettrica da sorgenti termiche di recupero

– complessità di gestione con coinvolgimento di tecnici altamente preparati per la gestione dei cicli e conseguenti costi connessi alla presenza di personale nei periodi di funzionamento degli impianti. Pertanto la soluzione più semplice ed economica per la produzione di energia elettrica necessaria al funzionamento degli impianti resta quella dell’impianto fotovoltaico ad elevata efficienza congiuntamente al risparmio di energia rispetto agli attuali fabbisogni con l’adeguamento tecnologico dell’illuminazione (e in particolare delle lampade votive).

3.2_ Progetto impiantistico

Gli impianti meccanici ed elettrici sono differenziati in relazione alle loro specificità e alle funzioni che sono chiamati a svolgere. Avremo pertanto:

A) Impianti meccanici

1. Rete di captazione, raccolta e smaltimento acque meteoriche con recupero per irrigazione delle aree a verde

2. Impianti igienico sanitari

2.1 Reti di scarichi con collegamento alle fognature comunali

2.2 Rete idrica per alimentazione

– Servizi igienici

– Utilizzazioni in aree esterne

– Centrali tecnologiche

– Bar con annessa cucina

2.3 Impianti per la produzione di acqua calda sanitaria abbinati ai sistemi di recupero di calore dai forni

3. Forni crematori e apparecchiature connesse al ciclo di cremazione completi di: bruciatori a gas, sistema di controllo del crematorio automatico computerizzato, controllo delle emissioni, touch screen, data logging system, ventilatori d’aria, ventilatore eiettore/camino di scarico d’emergenza, tubi dei gas di combustione camini, installazione, collegamento e addestramento personale, refrigeratore del gas di combustione, sistemi di ricircolo dell’acqua calda, refrigeratori dell’acqua calda, sistema di controllo del filtro computerizzato, filtri dei gas di combustione, stazione per additivi e reagenti, sistemi di raccolta dei reagenti, tubi di interconnessione, tubi e raccordi al camino, depurazione automatica dello scambiatore, frantumatore ad alta velocità, cabinatrasferimento residui, tavola introduzione feretri, celle frigorifere.

4. Centrali termiche abbinate alla caldaia a recupero alimentata dai forni crematori e dotate di caldaia di integrazione ed emergenza per i periodi di utilizzo del nuovo complesso cimiteriale e crematorio con forni non funzionanti e/o per la messa a regime dei locali dopo periodi prolungati di fermo impianto.

5. Impianti per la climatizzazione degli ambienti

5.1 Impianto di riscaldamento e raffrescamento

– Pannelli radianti a pavimento

– Radiatori

– Mobiletti termoventilanti

5.2 Impianti di ventilazione

– Sistema di rinnovo aria ambiente con canali, bocchette di mandata e ripresa

– Sistema di espulsione dell’aria viziata

6. Fontana decorativa ed evaporativa con sottostante locale pompe di circolazione, filtri e sistemi di trattamento dell’acqua di reintegro

B) Impianti elettrici, di illuminazione e di sicurezza

1. Impianti elettrici Forza Motrice (FM)

1.1 Alimentazione dei forni crematori e dei macchinari connessi al funzionamento dei forni stessi come: impianti di recupero, impianti di abbattimento temperatura fumi, impianti di filtrazione, controllo emissioni in atmosfera, impianti per l’aria compresa a servizio di vari macchinari

1.2 Impianti connessi alla preparazione delle urne con le ceneri dei defunti (trituratori, confezionamento ceneri)

1.3 Impianti per la conservazione delle salme in attesa della cremazione (obitorio, celle frigorifere)

1.4 Impianti elettrici per la normale dotazione dei locali, uffici, corridoi, locali camera mortuaria, obitorio con celle frigorifere, consegna urne, salette commiati, sala per rito con locali annessi per regia, sala cerimoniere, zona ricevimento salme, bar, cucina con annessi spogliatoi, servizi igienici, magazzino urne e feretri, spazi stoccaggio rifiuti

2. Impianti di illuminazione dei locali

2.1 Illuminazione generale

2.2 Illuminazione d’accento

2.3 Illuminazione di emergenza

3. Impianto di illuminazione delle aree esterne

3.1 Illuminazione: parcheggio, aree carraie e percorsi pedonali

4. Impianto di illuminazione aree interne al parco cimiteriale

4.1 Illuminazione generale percorsi pedonali e limitate aree nelle quali è consentito l’accesso ai mezzi motorizzati

4.2 Illuminazione d’accento delle aree a verde

4.3 Illuminazione dei percorsi per gli edifici per loculi e ossarini

4.4 Illuminazione con lampade votive

5. Sistemi di controllo degli accessi e di aree significative mediante telecamere a circuito chiuso (TVCC) abbinati a sistemi di registrazioni

6. Impianto di diffusione sonora per comunicazioni di emergenze e per la comunicazione di chiusura del parco cimiteriale

7. Sistemi automatici per la chiusura degli accessi al parco cimiteriale

8. Sistemi antintrusione nei locali e accessi al tempio crematorio